Il cambiamento climatico e le sue conseguenze sono oggi incontestabili. A dicembre 2009, nel summit di Copenhagen, i dirigenti di tutto il mondo dovranno giungere ad un nuovo accordo sul clima. È urgente realizzare i mezzi necessari alla riduzione drastica delle nostre emissioni di gas a effetto serra: da questo dipende il nostro avvenire!
L’attuale Protocollo di Kyoto esclude a giusto titolo il nucleare dalle soluzioni di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. Ma l’industria nucleare, d’accordo con alcuni Stati, fa pressioni perché questa tecnologia pericolosa e inquinante sia considerata “pulita” e inclusa nel prossimo accordo sul clima!
Questo permetterebbe al nucleare di beneficiare di finanziamenti pubblici considerevoli… a scapito delle soluzioni vere! Un simile gioco di prestigio condannerebbe alla sconfitta la lotta contro i cambiamenti climatici e favorirebbe l’espansione mondiale del nucleare e dei suoi rischi.
Da qui al 2050 è necessario ridurre le emissioni mondiali di gas a effetto serra di almeno l’80% rispetto al 1990.
I paesi industrializzati, primi emettitori di gas a effetto serra, devono aver ridotto le loro emissioni del 40% fin dal 2020.
Sono necessari circa 10 anni per costruire un solo reattore nucleare. Questa tecnologia è pertanto totalmente fuori tempo rispetto all’emergenza climatica.
Il 75% delle emissioni di gas a effetto serra provengono da settori ai cui bisogni l’elettricità non può rispondere, o può rispondere molto male. Il nucleare è pertanto fuori discussione.
Per un euro investito, una maggiore efficacia energetica e le energie rinnovabili possono ottenere una riduzione dei gas a effetto serra fino a 11 volte più dell’energia nucleare.
Il nucleare rappresenta solo il 2,4 % dell’energia consumata nel mondo. Si tratta di un’energia molto marginale.
Dal 1974, i paesi dell’OCDE hanno consacrato al nucleare il 55% dei loro bilanci per la ricerca sull’energia, vale a dire 250 miliardi di dollari.
Nessun operatore privato può costruire un reattore nucleare se non può beneficiare di enormi sovvenzioni pubbliche, dirette e indirette.
I costi futuri dello smantellamento delle installazioni nucleari e della gestione delle scorie radioattive sono valutati in centinaia di miliardi di euro.
Più fa caldo, meno risulta sicuro far funzionare i reattori nucleari: 1/4 del parco nucleare francese ha dovuto essere fermato nel 2003 a causa della canicola estiva.
Il clima cambia, la frequenza degli episodi di siccità aumenta. Ora, il nucleare utilizza 25.000 volte più acqua delle energie eolica e solare per produrre 1 kWh elettrico…
Uno studio scientifico tedesco ha messo in evidenza un aumento del 117% delle leucemie infantili fino a 5 km attorno ad alcune centrali nucleari.
Secondo la Commissione Internazionale della Protezione Radiologica, ogni dose di radiazioni può causare tumori e malattie genetiche.
Le scorie radioattive rimangono pericolose per centinaia di migliaia di anni. Non esiste nessuna soluzione per impedire le fughe di radioattività nell’ambiente.
Più reattori significa più attrezzature e materiali nucleari in circolazione nel mondo. La proliferazione delle armi atomiche diventa più facile e più rapida.
Di fronte ai cambiamenti climatici, le vere soluzioni esistono: efficienza energetica, risparmi di energia, sviluppo delle energie rinnovabili…
… lotta contro la deforestazione, transizione verso un’agricoltura sostenibile, rilocalizzazione delle attività economiche, ecc.
Il settore delle energie rinnovabili, ancora emergente, rappresenta già 2,5 milioni di posti di lavoro nel mondo.
In meno di 10 anni, la Germania ha creato 300.000 posti di lavoro nel settore delle energie rinnovabili.
A uguale investimento, i risparmi energetici e le energie rinnovabili creano 15 volte più posti di lavoro che l’energia nucleare.
Firmi questa petizione per i leader politici e i negoziatori:
La sua firma sarà materializzata mediante stampa su carta di una petizione, comprendente il suo nome, che sarà portata a Copenaghen dalla nostra delegazione.
Nel quadro del summit di Copenaghen, avrà la responsabilità di giungere ad un nuovo accordo internazionale sul clima. Questo accordo deve imperativamente fissare degli obiettivi ambiziosi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e definire le soluzioni pertinenti per limitare i cambiamenti climatici e adattare le nostre società alle loro conseguenze.
È per questo che le chiedo di rifiutare fermamente che l’energia nucleare sia considerata come tecnologia “pulita" e che sia compresa nei dispositivi di regolamentazione delle emissioni di gas a effetto serra, perché:
- Il nucleare è totalmente inappropriato per ridurre queste emissioni: il suo contributo non può essere che molto debole, troppo tardivo e molto inferiore a quello dei risparmi energetici e delle energie rinnovabili. Ora, il nucleare è molto costoso e priva dei finanziamenti le vere soluzioni. Ricorrere ad esso, vuol dunque dire condannare alla sconfitta la lotta contro i cambiamenti climatici.
- Il nucleare è una tecnologia pericolosa e inquinante. Il rischio di un grave incidente esiste, e aumenta con il numero di reattori. I rifiuti radioattivi costituiscono un problema sanitario grave e la gestione delle scorie radioattive rimane un rompicapo senza soluzione.
Conto sul suo impegno in favore del clima e dell’interesse generale!
Per firmare la petizione si prega di compilare i campi seguenti. I campi contrassegnati con un asterisco (*) sono obbligatori.